Pattada e Bantine

Fontana di Pinuccio Sciola in piazza s'Enighedda

Pattada è un comune di 3.364 abitanti. Appartenente all'antico territorio del Logudoro. Paese di montagna (828 m s.l.m.), il più elevato della provincia di Sassari, e tra i primi dieci in Sardegna. Le rocce del suo territorio sono prevalentemente di tipo granitico.

Pattada possiede un grazioso centro storico con vicoli lastricati o in acciottolato che regalano affascinanti angolature. Caratteristiche sono le abitazioni in granito con elementi architettonici a vista, su cui spesso sono riportate antiche iscrizioni, e vecchi infissi lignei ancora oggi ben conservati. Oltre agli edifici in pietra si segnalano piccoli palazzi di stile neoclassico con signorili facciate e preziosi elementi ornamentali e alcune particolari costruzioni in stile liberty.

Alla sommità del paese è una fitta pineta, che si va ad aggiungere alle campagne boscose che lo circondano.

 

Bantine (in sardo Bantìna o Antìna) è una frazione di Pattada. Adagiato sul fondo di una rigogliosa valle dominata dal paese di Pattada, conta un centinaio di abitanti, e ha dato i natali al poeta sardo Pedru Pisurzi o Pesuciu. Caratteristiche le due chiese presenti nel centro abitato di san Pietro e san Giacomo.

 

Territorio e particolarità

Immerso nelle bellezze naturalistiche della regione del Logudoro, il territorio pattadese annovera al suo interno il lago Lerno, fonte idrica anche per molti comuni confinanti, che prende il nome dalla sovrastante montagna: il Monte Lerno. dove è presente un importante foresta demaniale visitabile tutto l’anno. Qui si è cercato di salvaguardare l'ambiente e dunque la flora e la fauna.

Il punto più alto del paese è il colle di san Gavino, dal quale si può ammirare l'affascinante territorio sottostante e gran parte del centro-nord sardegna, in maniera nitida e coinvolgente. Molto rinomata anche l'acqua delle fontane di Pattada, che è apprezzata per la sua leggerezza e la sua purezza, sono celebri nei dintorni le fontane de su Cuccuru e de sa Casina.

La parrocchia ha sede nella Chiesa di Santa Sabina, essa è ricca di elementi architettonici e decorativi dal grande valore artistico come il massiccio portone bronzeo all'entrata principale. La bellezza e la particolarità con la quale, nei vari quadri in cui è suddiviso il portone, sono state rappresentate le più famose scene sacre, lo hanno reso oggetto di attenzione anche da parte dei media. Notevole anche la chiesa del Rosario col suo caratteristico campanile.

Flora e fauna

Le foreste del monte Lerno e di tutto il territorio pattadese sono animate da un grande numero di rari esemplari faunistici: il muflone e il cervo sardo stanno via via ripopolando, e non è inoltre difficile scorgere esemplari di cinghiali e lepri, più schivi e difficili da vedere le martore e i gatti selvatici. L'aquila reale, il falco, il nibbio, lo sparviero e l'astore dominano invece i cieli con la loro eleganza, ma anche pernici, gazze, colmbacci e corvi reali. Presso i corsi d’acqua, non è raro imbattersi nei maestosi aironi cenerini nei germani reali e nel merlo d’acqua.

Per quanto riguarda la flora, tutta la zona pattadese è rigogliosa di vegetazione dall'interesse naturalistico molto grande, particolarmente presenti sono il leccio, la roverella e la sughera che formano boschi anche molto estesi. Sono presenti fra gli altri anche l’ acero tridente, l'agrifoglio e il tasso nonché il frassino, l’ontano ed il pioppo.

Nelle montagne poste al nord del territorio pattadese la fa da padrona la macchia mediterranea con grandi estensioni di corbezzolo, erica arborea e scoparia, lentischio e molto altro ancora.

 

Cenni storici

l territorio di Pattada era senz’altro abitato fin dal periodo neolitico, e questo è testimoniato anche dal racconto popolare che fa riferimento ad una cavità esistente alle pendici del paese, abitato dalle janas,le quali, grazie alla fragranza del loro pane, vi attiravano abitanti che poi non tornavano più. Inoltre vi è il ricordo di pratiche evocate dal toponimo Oltulomines (ruzzola uomini) e da altri toponimi quali Marmuradas, Molimentos, Uca ‘e Furreddos, Concas Boidas, sa Conchedda ‘e Burrumbè e dalle “caverne” nei dintorni di Olomene: una precisa conferma viene dalla ceramica neolitica fornita dagli scavi nel nuraghe Lerno.

_Risulta più documentato il periodo nuragico, anche nel centro abitato, per il quale si contano più di trenta nuraghi.

(ulteriori informazioni sull'archeologia)

_C’è traccia di tomba dei giganti (Nurache S.Elia, sa Pattada), ormai sotto le acque del lago artificiale e l’impianto funerario di Norchetta. Nonostante lo stato di interramento, spiccano per complessità l’agglomerato nuragico di sas Domos de sa Terra in località Cugadu, che l’Angius ritiene fra i maggiori del Monte Acuto, e nuraghe S.Elia.

_In epoca romana il territorio di Pattada era attraversato da una importante strada e assume un aspetto che manterrà fino al XVII sec.

_Di questa romanizzazione rimane traccia nella toponomastica: Bantine (Costantinae), Olitetta (Olim tecta),e parti di strade (Sa pedra peltusa, Badu ‘e crasta, e quella di collegamento con Lerrono). Rimangono tracce del periodo bizantino solo in culti e in resti come quelli di San Michele e di Santa Caterina di Biduvè, di Santa Vittoria a Lerno, della chiesa di Sant' Elia. Quest'ultima sorta su un luogo di culto pagano in onore del dio Sole, Elios appunto.

_Nella età giudicale Pattada fu inclusa nella curatoria di Lerrono del giudicato di Torres

_Il nome di Pattada compare per la prima volta nell’atto di pace del 1388 tra Eleonora di Arborea e Giovanni di Aragona. La leggenda vuole che in quel periodo sia venuta Eleonora d’Arborea che in quella occasione emanò un decreto contro sas acabadoras, le donne cioè che affrettavano la morte dei moribondi.

_Durante il medioevo nel territorio, secondo la tradizione, esistevano molti centri abitati. Di cinque di essi si hanno testimonianze certe: Biduvè, Bidducara, Bunne, Lerno, Bantine. Bunne e Lerno furono abitate fino alla fine del 1300, Bidducara e Biduvè (rimangono ancora le chiese di S. Nicola e di S. Michele e i ruderi di Santa Caterina) fino alla fine del 1600. L'unico villaggio che ancora oggi sopravvive è Bantine, divenuta frazione di Pattada.

_Durante l’epoca spagnola Pattada fu afflitta da fiscalismo e prepotenze. La popolazione viveva in indigenza e per questo si costituirono bande di grassatori con scontri tra bande e barracelli anche all’interno del centro abitato. La delinquenza dilagava a tal punto che fu mandato un commissario straordinario per cercare di porre freno ai crimini.

_Sempre nel Seicento arrivarono i frati domenicani che costruirono il loro convento vicino alla chiesa di San Salvatore alla quale però cambiarono il nome in chiesa della Madonna del Rosario, pur mantenendo la festa popolare in onore di San Salvatore, celebrata ancora fino ad una decina di anni fa. La zona veniva ricordata come su cunventu Verso la metà del 1600 venne costruita lì vicino la chiesa di San Giovanni.

_Nel 1700, quando la Sardegna passò ai piemontesi, anche i pattadesi si ribellarono al nuovo re, ma la rivolta fu repressa immediatamente. In questo secolo si ebbe un notevole sviluppo e un aumento della popolazione.

_La situazione appare tranquilla durante l’800, con un progresso simile agli altri centri: viene istituito il servizio postale, un servizio trasporto per i passeggeri con diligenza che partiva da s'enighedda, con tanto di ristoro a s'ostera (locanda provista di camere e scuderia per il cambio cavalli).

_Meno tranquilla la situazione durante il periodo fascista quando avvennero ripetuti scontri fra i fautori del fascismo e l’opposizione formatasi intorno al gruppo Fratellanza e Lavoro.

_Il dopoguerra ha visto una forte emigrazione che ha portato il paese ad una considerevole perdita di forza lavoro. I dati numerici parlano chiaro: da una popolazione di circa seimila abitanti dell'anteguerra si è passati a poco meno di 3.400 di oggi.

L'origine del toponimo è ancora incerta e studiata,

_C’è chi sostiene che il nome, presente in altre località della Sardegna, indica un posto dove è situata una roccaforte nuragica, presente in passato nel colle di san gavino nella cima del paese.

_Secondo alcuni (Bellieni) il nome di PATTADA deriva dall’aggettivo patulus che significa “aperto, ampio, esteso, largo”.

_Secondo altri (Spanu) deriva dal nome bathada che vuol dire “domicilio fortunato”.

_C’è chi lo mette in relazione al fatto che in epoca romana il territorio di Pattada era attraversato da una importante strada, i cui resti sono ancora visibili per un lungo tratto nella immediata periferia del paese, che collegava Castrum Luguido (presso Oschiri) con Acquae Lesitanae (presso Benetutti) e Caput Tirsi (presso Bitti). Ipotizzando che Pattada si sia evoluta proprio in questo periodo da una "stazione" costruita lungo la strada romana e poi evoluta in villaggio.

_Secondo una leggenda, infine, il nome deriva dal latino pactum o actum: cioè patto tra le frazioni, i cui abitanti si concentrarono a Pattada. Il perché le frazioni abbiano deciso di unirsi non si sa, ma esistono varie ipotesi al riguardo. Nel XVII sec. intorno al colle di S. Gavino c’erano centri abitati (Bidducara, Bisellà, Pira ‘e Mastighe, Bantine, Bercheddì, Lerrono, Mandra ‘e campu, Miali Alzu, Enas, Biduvè, Chelchizzu, Fustes Alvos), centri che oggi sono disabitati e che sono rimasti solo come nomi per indicare campagne.Questi erano situati vicino a sorgenti, torrenti o fiumi: gli abitanti si dedicavano all’agricoltura e alla pastorizia; spesso si ammalavano di malaria per la vicinanza dell’acqua stagnante ed inoltre succedeva molto spesso che venissero assaliti da banditi a cavallo che facevano le bardane (furti di bestiame, razzie di pecore fatte per lo più di notte.). Per questo fecero il patto di fondare il nuovo paese in una zona più salubre e più sicura dalle bardane, dal quale volle però escludersi Bantine, che rimase sempre distaccata dal principale centro abitato.

La trovarono nella vallata ai piedi del colle di S.Gavino.

_Sulla cima di questo colle i frati Benedettini costruirono un monastero dedicato proprio a S. Gavino: del convento non rimane niente e al suo posto oggi sorge un monumento ai caduti.

_In seguito, a metà vallata, venne costruito un altro monastero dai frati francescani, dedicato a S.Francesco. Anche questo convento oggi non esiste più: al suo posto oggi c’è un ospizio per anziani. Non lontano c’erano delle casette che formavano un piccolo villaggio che è rimasto nella memoria degli abitanti che chiamano quel posto ancora oggi Iddizzolu, cioè piccolo villaggio.

 

Chiese

* Santa Sabina; chiesa patronale

* Nostra Segnora 'e Su Galminu - La Madonna del Carmelo

* Nostra Segnora 'e Su Rosariu - La Madonna del Rosario

* Santu Ainzu - San Gavino (dedicata a caduti in guerra)

* S'Ispideru Santu - Lo Spirito Santo

* Santu Juanne - San Giovanni

* Santu Franziscu - San Francesco

* Santu Nigola - San Nicola

* Santu Miali - San Michele

* Santu Giagu (Bantine) - San Giacomo

* Santu Pedru (Bantine) - San Pietro

 

Alcuni rioni (ighinados) e località pattadesi

* Baidu (Passaggio)

* Bidda Noa (Paese nuovo)

* Binza 'e Cheja (Vigna della Chiesa)

* Carruccalza (nome dovuto probalbilmente al fatto che in passato fosse un luogo molto frequentato dai carri)

* Corona

* Cunventu (Convento)

* Fronte 'e Concas

* Funt'altu (Fontana in alto)

* Istrìa (civetta, strega)

* Marmuradas

* Pedra ‘e mola (pietra di macina da mulino)

* Riu Toltu (Fiume Storto)

* Rualzu (Roveto)

* Santa Rughe (Santa Croce)

* Sant'Ainzu (San Gavino)

* Sa Raga (La Braga)

* S’ena ‘itera (Il Ruscello di cerbiatte)

* S'Enighedda (La Venuzza - Rigagnolo)

* Su Pebianu

* Su Soziu (L'Incontro della Società)

* Su Cuccuru

* Su Galminu (Il Carmelo)

 

Dialetto

 

Il dialetto pattadese appartiene alla nobile famiglia del sardo logudorese, ritenuto dai più il dialetto sardo per eccellenza. Nonostante facciano parte della stessa famiglia, i dialetti dei diversi centri del Logudoro presentano diverse differenze gli uni dagli altri. La parlata pattadese è, all'interno di quella logudorese, ritenuta a sua volta la più pura e rappresentativa, ricordiamo che alcune tra le più importanti pagine della poesia sarda sono state scritte in questo dialetto.

 

Sagre, eventi e feste della tradizione pattadese

 

sos fogos de Santu Juanne (23 giugno); la notte che precede il 24 giugno (giorno di S. Giovanni Battista), i ragazzi del paese sono soliti organizzare in varie parti del centro abitato dei falò. Da soli o in coppia è usanza saltarli festosamente in segno di buon auspicio.

festa di San Giovanni Battista (24 giugno); subito dopo la messa celebrata all'interno della piccola chiesa dedicata al santo, il comitato formatosi in occasione della giornata offre alla popolazione pattadese un rinfresco a base dei dolci tipici del paese.

festa della Beata Vergine del Carmelo (16 luglio); la processione dei cavalli bardati a festa per le vie del paese, si conclude con un banchetto a base di patate e carne di agnello bolliti, accompagnate da buon vino e invitanti vassoi di "origliettas".

mostra del Coltello - sa Resolza (tutto agosto); l'esposizione di quello che è ormai diventato l'oggetto simbolo del paese attira, edizione dopo edizione, migliaia di turisti ed appassionati da tutte le parti del mondo.

Time in Jazz (11 agosto); il festival jazz di Berchidda dal 2006 fa tappa a Pattada per un concerto in piazza san Giovanni.

Pattada produce (agosto); Tutti i prodotti dell’artigianato pattadese fanno bella mostra di se nelle vie e nelle piazze del paese, con la possibilità di vedere direttamente all’opera i fabbri nella loro produzione più famosa, i meravigliosi coltelli a serramanico "resolzas". E’ inoltre possibile degustare le notevoli specialità dell’ agro alimentare del paese.

la Sagra de Sas Pellizzas (estate); la possibilità di degustare il tradizionale piatto povero pattadese, fa sì che ogni anno la piazza principale sia teatro di una suggestiva sagra che attira centinaia di curiosi.

festa di Santa Sabina (29 agosto); gli ultimi caldi giorni di agosto sono caratterizzati dalla sentita festa patronale: si potranno osservare, soprattutto nella cavalcata serale, gli aspetti folcloristici paesani ma anche della Sardegna in generale. Intrattenimenti vari nelle serate che precedono e seguono la giornata, rendono ancor più interessante i festeggiamenti civili. Dal punto di vista religioso la messa del mattino, è tradizionalmente seguita dalla benedizione dei cavalli, e dalla processione pomeridiana guidata dalla bellissima statua lignea.

su moltu moltu (2 novembre) antica tradizione che si perde nella notte dei tempi;nel giorno dei Santi i bambini e i ragazzi di Pattada vanno di casa in casa chiedendo "su moltu moltu", gli adulti allora regalano loro dolcetti e frutta di stagione facendo diventare le buste sempre più pesanti e i piccoli sempre più contenti.

la pro loco in rete

la mappa dei nostri visitatori

Locations of visitors to this page

SITO CREATO

DA MALKITU

CON JIMDO